L’anima dell’intreccio sonoro nello spazio e nel tempo: Ann Cleare e l’anima del timbro sonoro

 

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La musica di Ann Cleare sicuramente va oltre i confini della sua terra nativa, L’Irlanda, probabilmente non vi è un paese in cui la “tessitura musicale” dal tocco vivace, snocciolato e grintoso di Cleare, siano di fatto accettate da un sistema “classico” tradizionale.

 

 

 

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“Il problema principale che io e la maggior parte dei compositori irlandesi soffriamo è che la nuova scena musicale è troppo ristretta e piccola” scrive a riguardo la stessa Cleare, “Io non appartengo a nessun genere stilistico ben preciso, il mio stile musicale non si riesce ad inserire nel tipo di programma musicale che viene eseguito dalle orchestre nel mio paese, i cittadini irlandesi tendono ad essere sorpresi dalla musica che io scrivo e compongo, pensando che in realtà io sia una musicista proveniente dall’estero”.

 

 

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Effettivamente, nel caso di Cleare, lei ha terminato i suoi studi a riguardo della musica elettronica, presso  l’IRCAM di Parigi, dove in seguito, ha avviato un programma di laurea a Harvard, dove ha collaborato insieme a Chaya Czernowin e Steve Takasugi. Ma la maggior parte delle esperienze delle sue esperienze musicali, sono avvenute in Irlanda.

 

 

 

 

 

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Non è che l’Irlanda non sia stata un’influenza, ma potrebbe essere stato maggiore l’impatto del suo paese a livello “emotivo” e di “atmosfera”, piuttosto che ad un livello semplicemente di tradizione musicale, la stessa Cleare scrive a riguardo: “Vengo da una zona piuttosto robusta, selvaggia e rurale del mio paese, credo che questo abbia avuto un’enorme impatto ed influenza sui suoni e sulle tessiture sonore che uso frequentemente nelle mie composizioni”.

 

 

 

 

 

 

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Uno spirito “selvaggio” è sicuramente vivo nella musica di Cleare, la maggior parte dei quali riguarda il timbro, che è la quantità di un suono, sia che ronzii o rumori vari, o suoni come respiri e cose simili. Di solito lavora a stretto contatto con gli artisti per assicurarsi che i suoni siano esattamente quelli che vuole “ottenere”, spesso utilizzando tecniche estese (tecniche musicali inusuali, come l’uso dello stumming eseguito sulle corde all’interno del pianoforte). Ha una grande collezione di strumenti e spesso ottiene ispirazione, quando sperimenta con tutti questi strumenti vari e differenti tra loro.

 

 

 

 

 

 

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Mentre nella musica Jazz si sono sviluppati negli ultimi anni, vari esperimenti a riguardo e sul “timbro” musicale, come chiave per lo sviluppo di uno stile personale, nella musica classica, invece, è una cosa ancora molto lontana, di qui se ne sta parlando solo di recente, è vero che la scelta di uno strumento in particolare, anziché un altro, svolge una particolare funzione e  ha una particolare importanza già da molti secoli, infatti molti compositori classici del passato, sono stati amati e celebrati, proprio per il loro suono così unico e distintivo. Ma fino a poco tempo fa, non se ne parlava molto, non esisteva alcun sistema organizzato che trattasse e parlasse del timbro nella composizione e nella musica “classica”, in alcun modo vi era un “sistema” che avvicinasse appunto il “timbro”, alla notazione occidentale.

 

 

 

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Tutto questo comincia a cambiare con l’avvento della musica elettronica a cavallo tra gli anni 60 e settanta del secolo scorso, grazie a compositori come Helmut Lachenmann in Germani e Gerard Grisey in Francia, che iniziarono a esplorare in modo dettagliato, l’uso del timbro. Per i giovani compositori, in particolari per quelli appartenenti alla corrente europea, il timbro è diventato di fatto, una delle dimensioni musicali più apprezzate e più esplorate a livello compositivo e sonoro, ma la difficoltà risiede sempre nel discutercene e nel pare come organizzarlo in modo adeguato. Infatti la Cleare, ossserva come i moderni compositori, spesso cerano musica che si sviluppa a livello sonoro, ma che allo stesso tempo, non possiede una forma precisa:

“Trovo i suoni di molti compositori, molto accattivanti e brillanti, ma poi scopro, ascoltandoli bene, come non riescano allo steso tempo, a riuscire a collocare questi suoni in un campo specifico a livello di energia compositiva, sembrano come suoni “privi” di una fisicità propria”, infatti la Cleare  continua affermando “Per le mie orecchie, una grande quantità di musica contemporanea, la sento come uno strato superficiale olorato ma molto piatto”.

 

 

 

 

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Come darle torto, molto musica classica moderna, infatti appare a livello superficiale, molto colorata e  “impressionante” in un primo momento, poi dopo un paio di minuti, tutta la carica e l’energia che possiede, e l’inventiva stessa, si esaurisce subito, perché sotto non vi è una base che sostenga, tutta la composizione stessa, sono come molte idee “sparse” ma che non riescono ad andare in una direzione specifica. L difficoltà sta proprio nel fatto, che il mondo accademico “tradizionale” di matrice classica, continui a premiare l’immediatezza, facendo sì che i compositori più giovani, facciano fatica a venir fuori, ed a spremere un modo di organizzare il suono a livello dello scorrere del tempo, che sia nuovo e differente, rispetto alle convenzioni “formali”, facenti parte, di tutta la cultura moderna di matrice classica.

 

 

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Cleare, sostiene infatti, che le soluzioni a questo modo di vedere le cose, risiede nella musica Pop, dove si rivivono vari problemi legati appunto al timbro e allo sviluppo della forma nella musica a livello di estensione nel tempo, infatti la giovane compositrice, cita tra le sue influenze artisti come ad esempio:  Smiths, Arcade Fire e Pixies, sottolineando, nonostante il suo poco interesse a livello compositivo a riguardo della musica Pop, di come queste band “possiedano molto spesso un’energia e una fisicità e presenza davvero uniche e singolari”.

 

 

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La musica della giovane Cleare non suona infatti come la musica Pop, ma si capisce cosa lei voglia intendere, la sua musica è carica di energia, molto “tesa”, non appare mai ferma. Nella sua composizione recente,  dal titolo Dorchadas, infatti si sentono richiami alle trame sonore e intricate, spesso utilizzate da compositori come Iannis Xenakis o di Iancu Dumitrescu, un suono che appare “arrabbiato” e “instabile”, spesso in continuo movimento, dove vi è uno spirito appunto “selvaggio”, che appare come delle urla che non si placano in nessun modo. I suoni che lei usa, li sovrappone, in modo molto “duro” e “secco”, le sue compassioni infatti sono magistrali da questo punto di vista, lei riesce ad organizzare i “suoni” all’interno del tempo, questa è sicuramente la sua più grande qualità e capacità. L sua musica può essere capita solo capendo da che terra viene la compositrice, come lei stessa ha spiegato, la sua musica che appare in un primo momento molto astratta e senza senso, in realtà richiama perfettamente, l’emozione tipica e un’ambiente “oscuro” e molto tenebroso, tipico di alcune zone dell’Irlanda, probabilmente, proprio dove è nata ed ha vissuto la sua infanzia, la stessa compositrice, quindi il contesto appare, in questo caso, fondamentale per comprendere tutto il suo lavoro.

 

 

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Qui ti lascio sotto il link della pagina ufficiale della compositrice irlandese, dove potrai ascoltare molte sue composizioni, che di fatto non troverai su You Tube

 

http://annclearecomposer.com/works/

 

 

 

 

 

 

 

Il magico mondo della musica continua, se ti fa piacere, qui sotto, ti lascio dei link per addentrarti ancora di più n questo mondo  straordinario e ricco, non vedo l’ora di vederti là , mi fa piacere vederti da queste parti

 

 

 

 

 

 

 

https://www.youtube/channel/uc5tepckkmcpdzsk07tolfa

 

 

 

 

 

 

https://www.instagram.com/patzarguello/

 

 

 

Fonte

http://www.dustedmagazine.com/features/823

 

 

 

 

 

 

 

 

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