L’ultima sinfonia di Tchaikovsky

Pyotr ilyich Tchaikovsky nacque nel 1840 e morì nel 1893, è un compositore russo e che fu figlio del suo tempo artistico, il romanticismo, esplorò molti generi: sinfonia, opera, balletti, musica strumentale, musica da camera e il ciclo delle canzoni; tra queste opere vi è in evidenza senza ombra di dubbio il sui balletti, creò un buon numero di opere che oggi formano parte del repertorio: Il lago dei cigni, la bella addormentata, lo schiaccianoci, nell’aspetto sinfonico ci sono le sue sinfonie, specialmente le tre ultime della quarta e della sesta, nella musica concertistica si mettono in evidenza il suo primo concerto per piano e il suo concerto per violino, tra le sue opere vi è Eugene Onegin.

 

 

Tchaikovsky nacque nel mezzo di una famiglia di classe media, sin da piccolo mostro un talento molto precoce verso la musica, i suoi genitori si accorsero di questo e gli fecero prendere le zioni di paiono all’età di cinque anni, tre anni più tardi leggera a prima vista meglio che il suo professore, però nonostante questo, più tardi i suoi genitori, vedendo che suo figlio voleva intraprendere la carriera da musicista, lo scoraggiarono, nel momento di decidere cosa studiare, la sua famiglia spinse Tchaikonsky a studiare legge con l’intenzione che si convertisse in un funzionario, questa era l’aspirazione medio borghese della famiglia.

 

https://www.youtube.com/watch?v=eXfPpRb5oDY&t=68s

 

All’età di 14 anni sua madre muore di colera, fatto che produce un trauma nel giovane Tchaikovsky, nonostante prendesse lezioni di diritto per obbligazione paterna, rimane in contatto con il mondo della musica di San Petesburgo, la sua città natale, dopo essersi laureato con 19 anni, inizia a prendere lezioni di teoria di musica con professori della Società Musicale Russa come Zaremba o Rubinstein, dopo poco decise di abbandonare la sua carriera come funzionario e decise di dedicarsi a tempo pieno alla musica.

A partire dal 1987 all’età di 27 anni, iniziò a comporre con regolarità e le sue opere furono rilasciate e incorporate con al repertorio con prontezza, nonostante questo, la sua fama gli provocò molte invidie da parte di altri compositori e musicisti, in più, Tchaikovsky, inizia a pensare alla sua omosessualità, in una società nella quale l’omosessualità era condannata, non risultava facile per un compositore con la sua fama interiorizzarla, in questo periodo Tchaikovsky decise sposarsi con una sua alunna di composizione, il matrimonio però è un profondo disastro e il compositore cadde in una profonda depressione, prese la decisone di uscire da Mosca e cos¡ cominciarono i suoi anni di pellegrinaggio, viaggia grazie al supporto finanzierò di un amico, Nadezhda von Meck, per Europa, Germania e Francia per citarne solo alcuni e per la Russia rurale, nel 1884, stanco di viaggiare, ritorna in Russia, dove rimarrà sino alla sua morte avvenuta nel 1893, in questo periodo, nonostante i suoi problemi emotivi ( soprattutto, quelli causati dalla sua sessualità), gode di un riconoscimento di pubblico e di critica molto grande.

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=ZoPQtBRbzdw

 

 

La musica di Tchaikovsky

 

La musica di Tchaikovsky rappresenta la connessione tra la Russia con la tradizione occidentale del romanticismo, La Russia durante l’epoca di Tchaikovsky, era ricercando la prova identità come paese, un gruppo di compositori, il famoso Gruppo dei cinque, ricercava la creazione di una musica autenticamente russa, cioè una musica senza connessione con la tradizione europea classica, senza una relazione con compositori come Beethoven, Brahms o Wagner; questo gruppo voleva una musica che traesse ispirazione dalla fonte del folklore russo invece della musica tonale-armonica dell’Occidente.

 

https://www.youtube.com/watch?v=jF0hIOuaCQQ

 

https://www.youtube.com/watch?v=EyJ9TGpFEe4

 

https://www.youtube.com/watch?v=Gv_XmLAyg34

 

https://www.youtube.com/watch?v=uwDoV2zsULE

 

Tchaikovsky non s’indentificava con questa posizione, e di fatto, la sua relazione con questo gruppo è enigmatica e di rifiuto, durante i suoi anni di pellegrinaggio, Tchaikovsky è rimasto in contatto con Brahms, Beethoveen e altri compositori della sua epoca, ha conosciuto di prima mano questa musica e l’ha incorporata al suo stile, rappresenta il ramo più occidentalizzato della musica romantica russa, questo non significa che Tachivkovsky rifiuti la musica russa, proprio per niente, al contrario, usa moltissima musica folclorica, ricordiamo il fatto che molti dei suoi anni di pellegrinaggio li trascorre nei paesi della Russia rurale.

 

0https://www.youtube.com/watch?v=GLfZHSkiLUs

 

https://www.youtube.com/watch?v=zKrxesI3ziE

 

https://www.youtube.com/watch?v=SiVAg_f1k8I

 

Da un punto di vista più tecnico, si può affermare che Tchaikovsky fu un grande sperimentatore, alcuni autori lo definiscono come un compositore che domina in tutti gli aspetti della composizione tranne la forma, però questo non `certo, introdusse molte innovazioni nella forma che possono essere associate a molte delle sue opere, inclusa la sesta di Tchaikovsky dove usò compassi irregolari e inusuali( a esempio il secondo movimento della stessa in 5/4), utilizzo la metrica in un modo molto espressivo, la sua forma di armonizzare è audace e fu innovativa per il suo tempo, il suo senso del colore orchestrale è molto originale e ispira altri compositori della seguente generazione(basta pensare a Stravinsky e ai suoi balletti); la sua capacità melodica è impressionante.

 

https://www.youtube.com/watch?v=RIqkWEdpWvc

 

La genesi della Sinfonia Patetica

 

La sesta sinfonia fu abbozzata al principio del 1893, si è a conoscenza che Tchaikovsky aveva gettato via una prima bozza, ma che poi si era impegnato con sé stesso “che questa volta avrebbe terminato a furia di forza di volontà”; nell’ottobre del 1893 consegna la prima versione e inizia a preparare la versione per due piani, il titolo che Tchaikovsky propone è Pathétique, si suppone che avesse un programma dietro la sinfonia, però il compositore mantiene il mistero sopra questo programma.

Chiaramente è una sinfonia che ammette molteplici letture, alcuni autori lo analizzano da un punto di vista di valvola di sfogo alla sua omosessualità repressa, a quanto pare Tchaikovsky aveva una relazione platonica niente meno che con suo nipote Bob, a qui era dedicata la sinfonia; la sensualità che emana la sinfonia è stata interpretata come una esaltazione di questo amore proibito, a nessuno sfugge il fatto che la sinfonia parla del destino( qui il significato della parola Pathétique significa emozione e non ridicolo), la sinfonia sembrerebbe incoraggiare  l’idea in qualche modo, forse dovuto alla nostra ingenuità, che possiamo sfidare e addirittura scommettere, con il destino; oscillando tra una comprensione chiara del nostro destino, come nel tema della disperazione nel quarto movimento, sino all’ottimismo cieco, come nel caso della marcia del terzo tempo, passando per una profonda compassione per la nostra condizione, come nel tema della consolazione.

La pubblicazione della sinfonia non ebbe il riconoscimento che Tchaikovsky desiderava, ci fu una specie d’incomprensione tra il pubblico e la critica, non compresero il suo significato, forse la sua innovazione formale( una sinfonia che terminava con un adagio tormentoso) fu eccessiva; pochi giorni dopo Tchaivkosky muore di collera per aver bevuto acqua senza farla bollire, si insinua se fosse stato un atto di suicidio o scommise una bevuta con il destino, la volta successiva che fu eseguita la sinfonia, fu un successo travolgente, sembrerebbe che il pubblico capì il suo significato solo dopo la morte del compositore.

 

 

La sinfonia n.6, la Patetica

Strumentazione

3 fiati (uno dei quali fa la parte di un flauto piccolo denominato con il nome di ottavino), 2 oboe, 2 clarinetti, tre tromboni, tuba, timpani, Grancassa, piatti, tam tam e corde.

Primo movimento

Tempi: adagio, allegro ma non troppo, andante, allegro vivo, andante come prima, adagio,          andante.

Forma: forma sonata (con la sessione di esposizione, di sviluppo e di ricapitolazione).

tonalità: si minore – do maggiore – si maggiore

 

Adagio

La profonda melanconia che questa sinfonia emana è presentata dai primi compassi, il fagotto, con una voce grave e scura, tremante, quasi soffocata, presenta un tema molto smeplice, che consiste in una serie di terze minori ascendenti(mi-sol, f{-la, sol-si), che si riposano sopra la seconda maggiore, e che concludono nel quinto grado, la nota si in questo caso; però, la minuziosità che Tchaikovsky mette nella dinamica fanno d¡ che il tema suoni lugubre, mortalmente esausto, le corde accompagnano con squisita discrezione, solo la viola fa una piccola imitazione di questo tema, il tema si ripete, questa volta suonato frammentariamente dai clarinetti, dall’oboe e dalle viole.

Allegro ma non troppo

Compare il primo tema dell’allegro, con un certo carattere nervoso e scintillante, la prima metà del tema è in realtà una rielaborazione della frase che apriva l’adagio, la seconda parte è una idea discendente scritta con un certo sviluppo melodico (è composto da semicrome, di nuovo, con un’attenta articolazione), l’armonizzazione dell’idea discendente `una alterazione di accordi diminuiti e della tonica, termina in una dominante.

Il tema implementa l’uso di varie famiglie di strumenti, con forti interruzioni di corda, la densità orchestrale aumenta, poi le trombe si uniscono nel secondo tema, però le voci sono perfettamente riconoscibili, si aggiunge il timpano, in modo potente, con una serie di intervalli di quinta, l’orchestra si precipita verso un climax imperioso, necessario per tutto quello che abbiamo ascoltato prima, però, Tchaikovsky conclude il passaggio lasciando che uno a uno gli strumenti si dissolbvino sino a rimanere le corde, che ricreano più titubanti, leggeri, nel motivo del tema anteriore, le corde intonano una frase ascendente, in adagio, che mostra l’andante, che mostra l’andante, nella quale si espone il secondo tema dell’allegro.

 

Andante

L’andante inizia con una introduzione a carico dei violini che anticipa il carattere sensuale del secondo tema, basta osservare la linea melodica, tanto equilibrata, piena di contrasti di dinamica, con una eccellente articolazione.

I clarinetti e i fagotti intercalano il tema in un corteggio complice, come due vecchi amici che ricordano le avventure che li hanno fatti maturare, le corde creando un tappeto ritmico accattivamene.

Di nuovo, strumenti di un’altra famiglia contribuiscono allo sviluppo orchestrale del tema, nonostante quest’ultimo, non progredisce in termini di tensione, come in precedenza, l’orchestra si sfilaccia in melodie che vanno fondendosi una a una all’unisono, solo interrotte dai violini che eseguono il tema della introduzione e del secondo tema, le note offuscate, allo smorzarsi della musica, sempre diventando più lenta, più tenue, appare quasi in fin di vita; Tchaikovsky arriva a contrassegnare ppppppp, un gesto provocatorio per forzare l’interprete alla minima dinamica, sino al limite della percezione umana, il fagotto suona le ultime quattro   note, poi tutto si spegne.

 

Allegro

Improvvisamente, senza alcun presagio, come un colpo d’ascia, come una feroce metafora del fato, una fortissima eruzione di furia si impossessa dell’orchestra, niente lo presagiva e ora lo percepiamo come inevitabile, le corde gravi vibrano febbrili martellando una nota pedale, la nota do, il resto degli strumenti a corda e a vento di legno rimarcano un motivo selvaggio, che si ripete come una sequenza in un frenetico viaggio verso la tessitura acuta.

Di nuovo scoppia la furia dell’orchestra in questa situazione di sviluppo, la viola tocca un tema diabolico con Sali e scendi frenetico, i flauti i clarinetti e gli oboe si mettono sopra con note sincopate sopra la confusione, gli strumenti di metallo della sezione vento esegue un contrappunto con cellula melodica che va a finire nel fondo del registro grave, nel mezzo di tutta questa frenesia, i violini prima espongono tutti gli elementi del primo tema e un spaventoso passaggio sfuggente, ancora si riesce a ascoltare frammenti in mezzo a questo pandemonio, come resti al vento, del secondo tema,

Prosegue la formidabile trasformazione di temi, la furia sembrerebbe calmarsi gradualmente, ora si distinguono chiaramente due voci, quella dei metalli, con fermezza e sicurezza, e quella dei violini, che vanno in controtempo con note legate; l’ambiente sembrerebbe essersi calmato, però l’armonia sembra dirci il contrario, c’è ancora tensione nascosta, un nuovo crescendo, molto graduale e inesorabile, ci conduce all’altra sezione dove lo sviluppo `meno caotico, però con la stessa forza emotiva, ora i violini riprendono il primo tema e lo espongono in forma di sequenza che sale sino all’auto, le trombe propongono un accompagnamento sincopato, dove niente cade nel tempo forte, i flauti si sommano ai violini, lo strumento di vento metallo prende forza in risposta ai violini, sfociando in un passaggio dalla grande intensa esaltazione: trombe e trombette toccano ossessivamente triple, gli strumento di vento di metallo e i violini si ricercano nelle cinque prime note del primo tema, annunciando come un motto, con la stessa ossessione.

Il climax si risolve come altre volte in questa opera; per dissoluzione, per dissolvenza della testiutura struemntale, rimangono soiolamente i violini, gli strumenti di vento di metallo, che con un dialogo sopra un pedale di fa# eseguito dal contrabbasso, si dirige verso la fine di questa sezione.

 

Andante come prima

Riappare il tema di introduzione dell’¡anteriore andante in tutto il suo splendore, qui Tchaikovsky mette in risalto la sua padronanza melodica e il suo talento come ideatore di sinfonie, questo tema espone un lirismo intenso che ci solleva dalla furia interiore, nonostante il tema sia eseguito dai violini, le contro melodie e le risposte da parte del resto degli strumenti contribuiscono a mettere rilievo la tenerezza di questo andante, il movimento termina con un corale di metalli, molto soave, carico di serenità, suonato sopra un pizzicato delle corde.

Secondo tempo

 

Tempo: allegretto con grazia

Forma: forma ternaria A-B-A

Tonalità: re maggiore – si minore – re maggiore

Questo movimento è strutturalmente più smeplice dell’anteriore, possiede una forma ternaria, con una prima sezione A, un trio e una sezione B, ripetizione della sezione A e una coda o un riassunto; il movimento è scritto nell’¡inusuale compasso di 5/4, Tchaikovsky stabilisce dentro di questo compasso una suddivisione interna di 2+3, come si può apprezzare nell’articolazione del tema principale della sezione A, nonostante questo compasso di divisone impari, la frase ha una lunghezza di otto compassi, una lunghezza abbastanza classica e simmetrica.

La frase consiste in:

  • Sue salite consecutive (compasso 1 a 4), con un ritmo fisso, due quarti, una terzina, due quarti per il primo compasso e un quarto compassi, l’aumento copre un intervallo di quinta e seguire la scala di re maggiore per gradi uniti,
  • Nel 5 compasso vi è una discesa e nel sesto una piccola ornamentazione con note in pizzicato e un non legato, questa ornamentazione marca i finali della semi frase e costituisce una interruzione della discesa,
  • Nel 6 compasso prosegue la discesa, anche questo per una estensione di quinta.
  • Nel 7 compasso si produce una discesa a sorpresa di una ottava e una discesa per la scala con pizzicato.

 

L’accompagnamento, al contrario, suggerisce un valzer spezzato (3+2), specialmente da parte dell’orchestra, per esempio, le trombe suonano nelle prime tre note come se fosse un valzer, pero rispondono i clarinetti e i fagotti nelle altre due note restanti; il tema possiede un carattere ballabile che ricorda molto ai Ballet tipici di Tchaikovsky, la sezione A `una continua riesposizione di questo tema da parte di diversi strumenti dell’orchestra.

Il trio e il movimento centrale cono in si minore, il modo minore relativo di re maggiore, nonostante questo, vi `una nota pedale, un re, il terzo grado che si estende per tutto il trio, il pedale sopra il terzo grado è inusuale, il materiale che presenta qui Tchaikonsky contrasta con quello della sezione anteriore; melodicamente, è molto smeplice, si tratta di un motivo melodico che discende per grado d’insieme , Tchaikonsky introduce variazioni, soprattutto nel finale, che dota di interesse musicale alla melodia, sempre con molta cura e minuziosità nel fissare le dinamiche e le articolazioni

Riappare il tema della sezione A, al principio, non si espone letteralmente, al contrario si alternano l’ascesa del tema con parti del trio, e finalmente, si ritorna al tema in tutto il suo splendore e semplicità, una breve coda mette fine a questo delizioso movimento.

 

Terzo movimento

 

Tempo: allegro molto vivace.

Forma ternaria A-B-A

Tonalità: sol maggiore – mi maggiore

Si tratta di uno scherzo in forma di marcia, nonostante sia una marca con molte peculiarità, il movimento si apre presentando un perpetuum mobile, questo è, un tema che si ripete ricorrentemente, con opportune variazioni armoniche e melodiche, il tema del perpetuum mobile ` un dialogo tra le corde e gli strumenti di vento di metallo.

Dopo la prima esposizione del tema si ascolta una fanfara che suona una melodia formata per quarte, più avanti capiremmo che si tratta di un frammento del secondo tema del movimento, armonicamente, questo passaggio è basato su un accordo sulla tonica e sulla dominante, il perpetuum mobile è un tema che possiede una grande flessibilità melodica e che permette a Tchaikovsky di mettere in risalto la sua padronanza nelle variazioni, quello che occorre essenzialmente sino all’arrivo del secondo tema, dopo il trattamento del primo tema musicale ora appare il secondo, che ha un carattere di marca militare.

L’armonia passa a mi maggiore, il perpetuum mobile non scompare, al contrario continua suonando come sottofondo, saltando al primo piano quando è necessario, nella sezione anteriore, quella della esposizione del primo tema, Tchaikovsky ci ha ,mostrato motivi sciolti che in realtà sono parte del secondo tema, con questo ricorso ottiene una grande sensazione di completezza, di soddisfazione rispetto alla aspettativa musicale, vari gruppi di strumenti prendono il tema a turno e lo espongono successivamente, tra ogni esposizione Tchaikovsky introduce un episodio che contrasta il tema, una modulazione ci porta di nuovo al si minore e alla esposizione del primo tema, questa volta con più energia,

Alla fine del tema della fanfara, appare un passaggio fugace che va dal registro grave all’acuto copra una formidabile nota pedale in la, evidenziata dai timpani e dai contrabbassi, il passaggio va accumulando intensità e tensione, poi i dialoghi tra i gruppi di strumenti si fanno più urgenti, la sezione confluisce nella coda attraverso un gran crescendo che va da un piano sino a un fortissimo(fff).

La coda inizia con alti e bassi in una scala, tutto fattoi da strumenti di vento e di corda, dopodiché entra il secondo tema orchestrato in modo spettacolare, brillante e gioioso, materiale dell’altra sezione si ascolta come motivo melodico ovunque, sempre ritorna il secondo tema che sempre dio più è suonato con più intensità e con più forza e potenza.

 

Quarto movimento

Tempi: finale: andante lamentoso – andante

Tonalità: si minore – re maggiore – si minore

Il materiale melodico di questo movimento è semplice, tuttavia, il trattamento che gli conferisce Tchaikovsky fa s¡ che acquisti una grande intensità emozionale, ci sono due temi dalla quale si può prendere il materiale melodico del movimento; il primo tema(gruppo di temi) si annuncia già nella introduzione, consiste in una idea discendente, armonizzata in si minore, l’orchestra è molto curiosa, il tema è eseguito dai violini primi e secondi poi, invece di assegnare ai primi violini la melodia e ai secondi violini l’accompagnamento, Tchaikovsky incrocia le voci, e anche se il risultato finale `la melodia completa, i violini la suonano incrociata.

Separatamente, entrambe le melodie non hanno logica, però se vengono suonate insieme entrambe le voci, si può ascoltare la melodia con la sua logica completa.

Le armonizzazioni di questo tema sono piene di intervalli dissonanti, di fatto , lungo tutta la sinfonia Tchaikovsky introduce molti intervalli dissonanti, alcuni incluso senza nessuna relazione con la tonalità presente in quel momento, nei primi due intervalli incontriamo per esempio, tra i due violini i seguenti intervalli:

Quinta – quinta diminuita– quarta diminuita – sesta minore – quinta diminuita – sesta minore

Il tema trasmette disperazione e ha una forte pesantezza, sta a significare una resa davanti al nostro destino, un confronto con la oscurità finale, questa sezione termina con una frase discendente, metafora de questa disperazione, il fagotto finisce morendo in un pianissimo.

La seconda sezione è un andante in re maggiore, entra il secondo tema, che rappresenta la consolazione, Tchaikovsky scrive nella partitura di suonarla con tenerezza e devozione id  nuovo il materiale melodico è straordinariamente smeplice, però il trattamento che fa Tchaokovsky dello stesso, lo converte in musica con grande espressività, il secondo tema  ` composto da una discesa per gradi d’insieme alla sotto dominante (compassi 1 – 4), ripetuta due volte, seguita da un aumento dal terzo grado(compasso 6 a 8), termina la melodia nel secondo grado dando la sensazione d’incompletezza, però Tchaikovsky lo fa apposta, nello sviluppo farà ultimare la melodia in una forma conclusiva.

L’accompagnamento è semplice, però efficace, un terzinato sincopato negli strumenti di vento di legno con un leggero intervento degli strumenti di metallo sopra la nota che definiscono l’armonia delle corde gravi, Tchikovsky usa la prima frase del tema come sequenza per creare un climax molto intenso, brillante e tremante il climax si produce nella parte estrema della tessitura acuta, da lì cade con velocità sennò ai gravi, un grande accordo, come una grande esplosione, conclude la sezione.

Silenzio, si ascolta la caduta della sotto dominate molte volte, con iniezione di modulazione, ritorna il tema della disperazione in si minore, tra ogni ripetizione del tema Tchaikovsky inserisce alti rapidi, in stile ornamentale, variando questo tema anche si costruisce un nuovo climax, di nuovo, conducendo la melodia verso la tessitura acuta; in questo vertice del climax si può sentire una forte nota di pedale di sotto dominante(contrabasso e timpani), che dopo passano a esseri di dominate nel decadimento della melodia, la sezione termina con una dissolvenza della musica: uno a uno gli strumenti si attenuano, si suona goni volta in modo più soave.

La coda è un corale assegnato alle trombe, ai tromboni e alle tube, però suonato nel registro p a ppppp, questo è, più soave del possibile, i contrabbassi sussurrano una nota pedale, la tonica, il si cupo, finalmente, entrano i violini, che richiamano brevemente il tema della consolazione, sempre più soavemente, sempre con meno forza, in una larga agonia.

Muore il suono, solo rimane il sibilo dei contrabbassi son la loro nota di si, l’unica armonia è una quinta assente, spirituale, inevitabile, si spegne pure il suono, non rimane nulla, niente, nemmeno il silenzio.

 

https://www.youtube.com/watch?v=wHAfvUFtCIY&t=6s

 

https://www.youtube.com/watch?v=yDqCIcsUtPI

 

https://www.youtube.com/watch?v=uZmLx4w2VHo

 

https://www.youtube.com/watch?v=A7JFPWYq7o0&t=56s

 

Se sei interessato a approfondire il discorso riguardante la composizione musicale, ti consiglio di accedere attraverso il link che ti lascio qui sotto al mio canale Youtube:

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Ciao, ci vediamo al prossimo articolo

Fonte

http://www.webpgomez.com/artes/mis-conciertos/388-sinfonia-n-6-de-tchaikovsky

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